Indice Artisti    A   B   C   D   E   F   G   H   I   J   K   L   M   N   O   P   Q   R   S   T   U   V   W   X  Y   Z                          Ordinazioni per telefono - 035-899156

                                                                Cerca su Arte-line     Google  Vedi Catalogo dei nostri dipinti filmati >>

 

Artisti contemporanei

 

Antonio Sgarbossa >>

Ciro Palumbo >>

Alfio Presotto >>

Mario Tosi >>

Monica Maffei >>

Giuseppe Casali >>

Rodolfo Tonin >>

Claudio Rolfi >>

Elio Maffeis >>

 

 

Cornici pregiate

Cornici

Cornici in oro zecchino

 

 

Claudio Rolfi

 

Vedi la galleria di Claudio Rolfi >>

 

Intervista con Andrea Diprè

Diprè : Si trova d’accordo sul fatto che l’arte ha perso il desiderio dell’illusione a vantaggio di una elevazione di ogni cosa alla banalità estetica ed è quindi diventata trans estetica?
Rolfi: Probabilmente l’arte non ha perso il suo fascino illusorio ma forse è semplicemente come dice Lei, oggi si tende ad estetizzare troppo, dimenticandosi le vere radici della realtà che a volte affondano proprio in una Semplicità estetica, fatta di cose comuni che ci sono intorno, ecco probabilmente non sappiamo più guardare, non sappiamo cogliere il fascino e l’arte delle cose, sarà forse perché ne abbiamo troppe!


Diprè : L’arte può ancora avere un grande potere di illusione?
Rolfi: Dipende da cosa si intende per illusione se si vuole dire che l’arte, quella genuina fatta di mente e cuore, possiede in se ancora il potere di farci sognare e di coinvolgerci emotivamente, in tal caso le rispondo certamente di si!Come diceva scherzosamente un mio caro amico, il dipinto, se di qualità, è come un televisore, ti ci puoi sedere davanti e passare anche ore a guardarlo, scoprendo in esso sempre cose nuove. E poi in un mondo fatto di frenesia e di stress dove comandano il denaro e il potere, è bello di tanto in tanto farsi trasportare dalle ali dell’arte e lasciare che ci faccia illudere e sognare.

Diprè : Che colore, che luce ha la nostalgia?
Rolfi: Ecco…nei miei quadri cerco di ricreare il colore e l’atmosfera della nostalgia, quella che il grande maestro Giorgio De Chirico chiamava melanconia;ma non è una nostalgia triste, perché è fatta con la luce calda del tramonto, quando il sole ammanta tutto con il suo colore e crea ombre lunghe e marcate che in questo attimo crepuscolare fanno sentire la grandezza dell’universo, e come diceva Dante:”….si intenerisce il cuore”.

Diprè : Le sue opere riescono a raggiungere territori o pianeti mai esplorati dall’arte?
Rolfi: Non pretendo tanto dalle mie opere, sarebbe una presunzione troppo grande. Mi accontento di rivisitare con la mia arte luoghi, angoli o momenti già visti o vissuti e ricostruirli semplicemente in modo diverso da come è stato fatto da altri in passato, sperando che questo possa stimolare sentimenti profondi nello spettatore, emozioni, sensazioni, come io stesso ho sentito lavorando alla mia opera.

Diprè : Ha un banchetto iconografico che predilige?
Rolfi: Si! Dipingo tutto quello che mi piace nella vita reale:il mare, gli agrumi, le barche, Venezia, la Toscana….Spesso i miei dipinti sono frutto di viaggi in alcuni di questi luoghi in cui vado abitualmente per ricavarne spunti e stimoli. Questi soggetti così apparentemente variegati sono però tutti legati da un comune denominatore: un’atmosfera quasi onirica che creo con toni e colori caldi cercando di dare un senso di calma e di immobilità alle cose.

Diprè : Non ha l’impressione che tutte le grandi mostre internazionali siano originate da un certo annullamento, oggi in una sorta di indifferenza generale tutto ciò che è visibilmente nullo e mediocre ha diritto di cittadinanza accanto ad altre cose, più nessuno si stupisce di vedere opere delle quali non c’è effettivamente niente da dire e niente da fare.
Rolfi: Spesso e volentieri si tende a vendere del fumo in tutti i campi e non c’è da stupirsi se ciò avviene anche nell’arte.
Penso che sia così da sempre e che ci siano state cose brutte accanto a cose belle ma il tempo è il vero giudice e spazzerà via tutti i mistificatori e gli imbroglioni, e chi resterà nella storia dell’arte sarà perché lo meritava davvero, perché in arte non si può e non si deve mentire.

Diprè : Che speranze nutre per il futuro?
Rolfi: La parola futuro a volta mi fa paura a volte mi affascina. Se si riferisce al futuro del mondo, la speranza è di una maggiore serenità e pace anche se come risposta potrà sembrarle banale, per quanto riguarda me come artista invece, la speranza è che un giorno, magari tra cento anni, una persona qualunque davanti ad un mio quadro possa emozionarsi con la stessa intensità con la quale io l’ho dipinto oggi.